Scritto da Bispensiero    Giovedì 13 Marzo 2008 01:52    PDF Stampa E-mail
Viaggio nel silenzio

copertina.jpgI preti pedofili e le colpe della Chiesa
VIAGGIO NEL SILENZIO
Vania Lucia Gaito
Storie e testimonianze
Chiarelettere Editore
www.viaggionelsilenzio.it

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“Quanta sporcizia c’è nella Chiesa…Signore, la veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli!” - Cardinale Joseph Ratzinger, 2005

La storia
Il video Sex crimes and Vatican è stato tradotto in italiano e offerto in rete in Italia sul sito Bispensiero, cui collabora l’autrice di questo libro.
Si è spalancata una porta su un mondo che gli italiani non avevano mai conosciuto.
Ma quel video raccontava soprattutto la realtà di un dramma fuori d’Italia. A Bispensiero arrivarono invece centinaia di testimonianze di vittime italiane, casi di persone che per anni non avevano avuto il coraggio di parlare e che adesso uscivano allo scoperto.

Pretesto (di Vania Lucia Gaito)
Il 1° ottobre 2006 la Bbc mandò in onda un documentario intitolato Sex crimes and Vatican che fece scandalo.
Poneva l’accento sulla responsabilità del Papa e delle alte gerarchie del Vaticano nella copertura dei sacerdoti pedofili. In pochissimo tempo il filmato fece il giro delle televisioni di tutto il mondo. Ma in Italia nessuna televisione lo acquistò, nessun giornale ne parlò, non se ne seppe nulla.
Vidi il filmato nei primi giorni di maggio del 2007. Era in lingua originale, e il mio arrugginito inglese bastò a farmi capire che si trattava di qualcosa che non poteva essere passato sotto silenzio. Non esisteva una versione in italiano. [continua a leggere]

Sottotitolai il video e lo pubblicai, il 4 maggio 2007, su Bispensiero, il sito internet di informazione con il quale collaboro. In pochi giorni, fu visto da centinaia di persone. I «grandi» della rete lo pubblicarono: Libero, Google, YouTube. In capo a una settimana lo avevano visto in seicentomila. I giornali cominciarono a parlarne. Ne scrisse inizialmente «la Repubblica», e via via gli altri. Poi cominciarono le radio. La domenica successiva l’«Avvenire», il giornale della Cei, la Conferenza episcopale italiana, pubblicò un editoriale in cui tentava di sbugiardare i contenuti del filmato e invitava gli autori a vergognarsi e a scusarsi.
La distribuzione italiana della Bbc scrisse una email a Bispensiero, diffidando il sito e chiedendo di ritirare il documentario. Ma ormai era troppo tardi, ovunque era in rete. Il giovedì successivo, in diretta televisiva durante la trasmissione Annozero, Michele Santoro annunciò di essere in trattativa per l’acquisto del filmato, che sarebbe stato trasmesso la settimana seguente, il 17 maggio. E sui giornali scoppiò la bufera. Molti esponenti politici italiani, ancor prima di averlo visto gridarono allo scandalo, e in difesa della Chiesa fecero forti pressioni sulla Rai perché non comprasse i diritti del video e non lo trasmettesse. La polemica durò diversi giorni. Fu chiesto l’intervento del garante per la par condicio, addirittura.
Il video, sul web, fu visto da quasi cinque milioni di persone. Almeno altri cinque milioni guardarono la trasmissione di Michele Santoro, a cui parteciparono l’autore del documentario e monsignor Rino Fisichella. Per la par condicio, forse. Insomma, si era spalancata una porta su un mondo che gli italiani non avevano mai visto o che nessuno aveva mai voluto far vedere loro.
In quei giorni accadde anche qualcos’altro. Alla mia casella di posta arrivarono centinaia di email. Di protesta, di ringraziamento, di rabbia, di indignazione. E in mezzo a tante, arrivavano anche le lettere di chi aveva subìto abusi. Poco o molto, una sola volta o a lungo. Ma sempre in silenzio. Vergognandosi di ciò che avevano patito. E poi le altre, quelle che davano una stretta allo stomaco solo a leggerle: vittime diventate carnefici, pronti a rimettere in scena il dramma infamante per riscattarsi ogni volta, ogni volta senza riuscirci. Le leggevo e sapevo che non potevo ritirarmi adesso, non potevo gettare solo uno sguardo su quello che avevo visto, appena dietro la porta.
Le domande che mi avevano rivolto fino a quel momento erano solo un punto di partenza. Adesso dovevo andare oltre, e raccontare quello che c’era.
Questo libro è la storia di quel viaggio. Delle cose che ho visto e delle cose che ho sentito, delle persone che ho incontrato e di quelle che non hanno voluto neanche parlarmi. Delle voci che non avevo mai ascoltato e degli occhi che non avevo mai visto. E le racconto così, come sono accadute, per proseguire quel discorso che cominciai, spalancando quella porta.

In copertina 
Aiutiamo la Chiesa a eliminare questa terribile macchia. Non stiamo parlando di casi isolati, lo scandalo dei preti pedofili non riguarda solo gli Stati Uniti (5000 casi!). Sono migliaia in tutto il mondo, e molti in Italia. Un fenomeno e una malattia taciuti e sopportati per anni, nella vergogna e nel dolore. E coperti dal Vaticano, pronto a solidarizzare anche con chi è stato condannato dalla giustizia dei loro paesi. O, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio.
Come racconta questo libro. “Tu non parlare con nessuno”: la Chiesa sembra offrire solo la promessa del perdono alle vittime e ai colpevoli, tutti allo stesso modo peccatori. Pesa molto l’elogio di Giovanni Paolo II al fondatore dei Legionari di Cristo, ritenuto colpevole di decine di abusi, l’imbarazzo di fronte ai casi di don Cantini e don Gelmini, tanto amico di illustri personaggi (Berlusconi, Gasparri, Fini).
Ma adesso qualcosa sta cambiando. Questo libro raccoglie le voci di chi ha avuto il coraggio di denunciare e di ribellarsi, raccontando anche che cos’è oggi veramente la vita di un prete.
Ci aspettiamo dalla Chiesa un gesto forte che la renda credibile agli occhi del mondo come ispiratrice di giustizia e verità.

Postfazione di Massimilano Frassi, presidente dell’associazione Onlus Prometeo. Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata.
Con una lettera a Giovanni Paolo II di un gruppo di ex Legionari di Cristo, vittime di padre Marcial Maciel Degollado.

L’autrice
Vania Lucia Gaito, psicologa, salernitana di origine, collabora con il sito di controinformazione Bispensiero.
Nel maggio 2007 traduce e sottotitola in italiano il documentario della BBC Sex Crimes and Vatican, pubblicandolo su Bispensiero. Inizia così una intensa attività di informazione sul fenomeno della pedofilia clericale. I suoi articoli di denuncia coinvolgono le alte sfere ecclesiali, portando alla luce fatti e testimonianze scomode che nessun mezzo di informazione aveva mai pubblicato.
Recentemente ha reso pubblico il nebuloso passato di Don Gelmini e i suoi problemi con la giustizia. Numerose le testimonianze scaturite dai suoi articoli, sia da parte dell’opinione pubblica sensibile al problema, che da parte di coloro che avendo subito abusi, adesso decidono di aprirsi e testimoniare la propria esperienza.

In sintesi
Questo libro raccoglie quelle voci ed è il frutto del lavoro di chi per anni ha lavorato per far venire fuori la verità e denunciarla. Contro una congiura del silenzio sostenuta anche dalle gerarchie ecclesiastiche preoccupate innanzitutto di non far emergere il fenomeno, molto meno di fermarlo e di aiutare le vittime.
Due dati, tra gli altri: in Italia i casi noti di pedofilia clericale sono una cinquantina ma le segnalazioni e le richieste d’aiuto sono centinaia. Meno del 10% del clero osserva il celibato.
L’elenco dei sacerdoti condannati per pedofilia è lungo e disponibile. Nel libro vengono ricostruiti molti di questi episodi con nomi e cognomi. Quello di don Pierangelo Bertagna (Abbazia di Farneta, Arezzo) è quello più grave e sconvolgente: nel 2005 ha confessato di aver abusato di 30 bambini, tra gli 8 e i 15 anni.
Ma l’intento dell’autrice è di capire perché questa tragedia si sia potuta verificare. E dà la parola a chi da dentro la Chiesa vive in modo contrastato il problema della sessualità. Com’è l’educazione nei seminari, quali sono le abitudini, che cosa si fa. Viene fuori un quadro allarmante: la mancanza di uno sviluppo psico-sessuale normale può spiegare la tendenza alla pedofilia. Non è un caso che tutte le diocesi americane abbiano recentemente chiuso i seminari minori. La convenzione dei diritti del minore dell’ONU (mai firmata dal Vaticano) proibisce il reclutamento al di fuori dell’ambiente familiare. Eppure in Italia continuano a esserci 123 seminari minori.

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Commenti (13)add comment

Patrizia scrive:

...
Ero una di quelle persone che videro il video appena pubblicato qui su Bispensiero. Restai scioccata davvero. Ricordo ancora che mi sentii male alla sola visione dello sguardo di quel prete là…Ringrazio Vania di aver fatto questo immenso lavoro, davvero, perchè grazie a questa fatica, il fatto d’aver diffuso qualcosa di così tragico, ci ha messo a conoscenza di come il mondo ecclesiastico sia spesso ricco di perversione. Che questo libro possa aiutare a capire e a salvare innocenti bambini, che ogni giorno sono immersi in un mondo che può distruggerli, dovunque essi si indirizzano. Mi dispiace ma è così. Io penso davvero che il grande problema della chiesa sia quello che i sacerdoti lavorano troppo con lo spirito, credo che il loro innalzamento spirituale sia tutto verso l'alto, troppo verso l'alto! Ma cosa fa un prete della sua energia sessuale? Si è mai chiesta la chiesa come affrontare un tale problema? Non c'è integrazione tra lo spirito e il corpo! I preti non conoscono la vera meditazione che integra la sfera tutta dell'essere umano, mente/corpo. Esistono ad esempio tra i monaci buddisti esercizi per cambiare il circolo energetico sessuale, per gestire nel modo più naturale possibile le pulsioni erotiche. Le energie sessuali non espresse impazziscono (anche in essere umani non preti, però) ecco che la perversione verso innocenti si esprime nella follia più totale.
Che faccia qualcosa la chiesa per il corpo, per la materia, per le pulsioni sessuali, che sono anima della terra. Esprimendo e negando nascono i malati perversi. Finchè si reprime non ci sarà pace del corpo.
Non basta battersi il petto, se fai peccato poi sei perdonato, è troppo comodo! E’ davvero un crimine fare violenza ad un corpo, in genere. E il corpo di un bambino è sacro. Lo sa la chiesa che il corpo di un essere umano è sacro? Si come il corpo di Cristo. Cristo è in noi, no?
La discussione è troppo lunga ed io sono troppo arrabbiata.
Che i bambini un giorno possano vivere in un mondo pieno di luce dovunque essi siano.
Leggerò il libro, grazie ancora a Vania.
Patrizia
 
marzo 13, 2008
Voti: +0

vetroale scrive:

Concordo
Grazie a te Patrizia per questo tuo bel commento..
Ovviamente il GRAZIE più grande va a Vania per il suo costante impegno nella lotta alla pedofilia (e non solo)..
 
marzo 13, 2008
Voti: +0

Ringo de Palma scrive:

Eppure la storia prosegue...
Mi fa molto piacere sapere che sia stato pubblicato un libro sull'argomento. Purtroppo, però, difendere lo status quo è una prerogativa di troppi nostri governanti e il clero pedofilo, razzista e antiliberale ne fa parte.

http://vivalacostituzione.blogspot.com
 
marzo 13, 2008
Voti: +0

dopa scrive:

arrabiatissimo
Li teniamo stipendiati,a dire chiacchiere tutta una vita,belli forti e arzilli e poi sfogano sulle nostre donne e i nostri bambini e il papa li protegge, affiancato da un popolo di coglioni che siamo.Mi vergogno di essere italiano.
 
marzo 14, 2008
Voti: +0

dopa scrive:

pregate inccessantemente
Padre nostro
Padre nostro che sei nei cieli,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra,
fa che i ricchi anche in terra,
siano messi all’inferno.
Come in cielo così in terra.
Sono duemila anni la tua volontà,
è stata disattesa.
Ve ne sono parecchi che invocano il tuo nome,
ma si uccidono a vicenda.
Però i ricchi stanno sempre in paradiso sulla terra.
Se proprio non puoi creare un paradiso per tutti,
fa che quei poveri, dall’inferno entrino in purgatorio,
dove c’è da lavorare tutta la vita,
almeno con i bisogni del corpo assicurati.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e non aspettare che muoiano sempre di fame. Amen.
09\1999
 
marzo 16, 2008
Voti: +1

alessandro scrive:

...
salve. ho appena comprato il libro.
sono romano, cattolico, osservante, e ho vissuto (e vivo) la mia vita di parrocchiano in parrocchie dei padri pallottini di roma.

a questo proposito vorrei chiadere alla signorina Vania Lucia Gaito un chiarimento.
nel corso del libro e precisamente a pagina 102 (capitolo "storia di un prete innocente") il signor Alessandro Pasquinelli afferma di aver preso una camera in affitto a ROMA nel convento dei padri pallottini, convento in cui da quel che dice c'erano anche altri preti giovani.

ora, la cosa è che a mia conoscenza a roma non esiste un convento dei padri pallottini, e i seminaristi pallottini stanno altrove.

allora mi chiedo....a chi dovrei credere? al signor pasquinelli o a quello che so io?
e se il signor pasquinelli si è inventato il fatto che a roma esista un covento dei padri pallottini, siamo sicuri che tutto il resto del libro sia corretto?


alessandro bottero
 
marzo 17, 2008
Voti: +0

Vania scrive:

...
Gentile Alessandro,
lei ha ragione a sollevare questi dubbi. Ovviamente, le vicende di Alessandro a Roma si riferiscono a dieci anni fa. Oggi molte cose sono differenti. Conoscendo i padri Pallottini può facilmente verificare l'esattezza di quanto da me (e da Alessandro Pasquinelli) sostenuto nel capitolo cui lei fa riferimento. Altrettanto può fare con quant'altro sostenuto nel resto del libro. Verificare l'esattezza di quanto riportato è indispensabile sempre, per uno scrittore, ma in particolar modo quando si trattano tematiche così delicate. In caso contrario si rischia di trasformare un libro-inchiesta in un odioso libercolo fazioso e anticlericale.
Un cordiale saluto
Vania

PS: le invio in privato l'indirizzo della residenza in questione, per sua maggiore conoscenza.
V.
 
marzo 18, 2008
Voti: +0

alessandro pasquinelli già don scrive:

...
signor Alessandro Bottero,
per chiarire i suoi dubbi le specifico quanto segue:
sono stato accolto nella comunità dei padri Pallottini durante l'anno accademico 1996/97. La comunità si trovava in via Ferrari, angolo via delle milizie. Assieme a me avevano trovato ospitalità due cappellani militari. Uno apparteneva alla diocesi di Siena. (In privato posso fornirle nome e cognome). Nel convento, oltre ad un gruppo di padri molto anziani, c'era un padre che non aveva ricevuto l'ordinazione sacerdotale, ed era un fratello laico. Tale persona si occupava delle faccende domestiche e della gestione di alcuni servizi. Era magro e con i capelli lisci e bianchi. Se è ancora lì, me lo saluti tanto! Ricordo che quando ebbi l'infleunza, gentilmente, si offrì di farmi le iniezioni.
Assieme a me viveva anche, nell'istituto, un giovane padre pallottino (basso, grassottello e pelato) che studiava diritto canonico presso l'università Lateranense.
Ricordo che per entrare con la mia auto nel convento passavo attraverso un cancello che accedeva ad un cortile molto grande, poi, da uno scalone si accedeva prima ad un corridoio e poi, da scale secondarie, alla mia stanza.
Se necessita di altri particolari sono a sua disposizione assieme ad amici che frequentavo a quel tempo. Faccio rispettosaemnte presente che, essendo sacerdote della diocesi di Pescia, la mia residenza a Roma era stata depositata anche presso il vicariato. Se vuole sincerarsi potrà farlo tramite il database della diocesi di Roma.
cordiali saluti
Alessandro Pasquinelli
 
marzo 18, 2008
Voti: +0

alessandro scrive:

...
signora Vania, la ringrazio. ho letto e le ho risposto.

continuo ad avere dei dubbi, dato che dieci anni fa io frequentavo esattamente la parocchia situata allo stesso indirizzo di questo "collegio", e non ricordo gruppi di giovani preti che abitassero lì.

sarà mia cura contattare l'attuale provinciale dei pallottini itlaiani, don antonio lotti, per chiedere anche a lui chiarimenti in merito

alessandro bottero
 
marzo 18, 2008
Voti: +0

alessandro scrive:

...
ah ok. tutto chiarito. mi aveva tratto in inganno la collocazione cronologica di fine anni '80.

spostando il tutto dieci anni dopo mi tornano le cose.

posso però dire che tra quello che mi dice qui, e la sensazione che traspare dalle pagine del libro cì+ una grossa differenza?
un conto è dire "convento", un altro chiarire che il collegio è un edificio nel mezzo della città di roma, con l'ingresso direttamente sulla strada, e senza particolari ambienti "sacrali".
e un conto è dire "gruppo di giovani preti", e un altro è dire che ci stavano preti (molto) anziani, due cappellani militari, e UNO studente pallottino.

comunque i dati sono effettivamente corretti, e quindi mi scuso per aver messo in dubbio la realtà delle cose. è solo che dal 1992, essendomi trasferito ad ostia, non frequento più la parrocchia regina degli apostoli.
 
marzo 18, 2008
Voti: +0

Alessandro Pasquinelli scrive:

...
Le sono grato per il suo interessamento e la sua volontà di capire.
Cordiali Saluti
Alessandro Pasquinelli
 
marzo 18, 2008
Voti: +0

Janos scrive:

Viaggio nel silenzio
Mi riferisco all'ultimo commento di Alessandro Bottero. Le sue argomentazioni non convincono nessuno. Se si trattava di un collegio e non di un convento e se, di giovani, ce ne era solamente uno (lo studente pallottino) anzichè "un gruppo di giovani preti" non cambia un ette di valore nell'esposizione di Alessandro Pasquinelli!
 
febbraio 22, 2010
Voti: +0

Pietro scrive:

...
Purtroppo i casi di pedofilia ad opera del clero crescono e anche qui in Italia. Proprio ieri sono venuto a conoscenza di un ragazzo (ora 24enne) che ha avuto una serie di abusi da un prete all'età di 13 anni. Questo ragazzo non ne vuole parlare, dice di "avere perdonato" ma manifesta segni psicologici piuttosto patologici: dimentica spesso le cose, ripete le stesse domande, ha una vita sessuale bloccata a 13 anni, ecc. Non vuole parlare per paura, paura di fare un dispiacere ai genitori, paura di perdere gli amici, ecc. Quanti ragazzi in Italia sono nella sua condizione? Quello che vediamo non è, forse, solo la punta di un Iceberg???
 
marzo 22, 2010
Voti: +0

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 26 Marzo 2010 15:42 )
 

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