|
|
| Stop Targhe Alterne: ricorso collettivo al TAR |
|
In particolare si denuncia l'assoluta velleitarietà ed inefficacia di un provvedimento che, piuttosto che tutelare la salute come si enuncia nella sua premessa, finisce coll'aggravare ulteriormente la qualità dell'aria, producendo maggiori danni all'ambiente. Il presupposto per le ordinanze come quella contestata, restrittive dei diritti fondamentali garantiti dalla costituzione, è che tali misure siano realmente efficaci, che si basino sugli imprescindibili pareri tecnico-scientifici degli organi preposti dalla legge a verificarne la congruità e la sostenibilità. L'associazione Bispensiero, pertanto, in assenza di quella progettualità che risulta indispensabile per risolvere il problema - unitamente alla concertazione con la cittadinanza e le categorie portatrici di interesse - senza affidarsi ad improbabili soluzioni taumaturgiche come quella contestata, promuove oggi un ricorso collettivo al TAR per affidare alla sede giuridica competente la difesa dei propri diritti negati, laddove la sede politica ha dimostrato di essere assolutamente inefficace (ancora Palermo non si è dotata di un Piano Urbano del Traffico, come la legge dispone).
La partecipazione è aperta a tutti i cittadini possessori di veicoli con omologazione uguale o inferiore a Euro3, non necessariamente residenti nel comune di Palermo e a tutte le categorie professionali che si ritengono gravemente danneggiate dal predetto provvedimento. Il ricorso al TAR è pronto per essere depositato, manca solo la copertura economica. Attualmente le adesioni di chi è riuscito a venire in via XX Settembre, durante i tre giorni stabiliti, sono state solo 12. I partecipanti hanno versato, chi 10, chi 50, chi 100 euro. Il totale raccolto fino ad oggi ammonta a 420 Euro. Ne occorrono ancora 2.580 per raggiungere la cifra necessaria a coprire i costi degli atti giudiziari per tutto l'iter del ricorso, compreso eventuale Appello al CGA. Il ricorso rischia di non essere presentato - PER MANCANZA DI FONDI! Così tutti coloro che stanno subendo ingenti danni dall'Ordinanza non potranno far altro che accollarsela ancora per chissà quanto tempo, e continuare a lamentarsi. Lo sport preferito, daltronde, dei palermitani. Per chi volesse sostenere il ricorso, dunque, non occorre, allo stato attuale, raccogliere firme, o documenti. Occorre raccogliere fondi! Ciascuno può farsi canale di questa azione collettiva, con una colletta fra le persone a lui più vicine, nella speranza che le persone maggiormente coinvolte dall'ordinanza, abbiano finalmente chiaro che, come sempre, dipende tutto da loro, senza demandare a nessuno l'incombenza. C'è un conto corrente a disposizione per questa raccolta fondi, cui è possibile effettuare il bonifico al seguente IBAN: IT 42 U 07601 04600 000030271431 - Beneficiario: Massimo Merighi (c/o Bancoposta) specificando come causale "Donazione - Ricorso al TAR" Vi terremo aggiornati degli avanzamenti della raccolta. Tenendo conto che per accreditare la somma la Banca impiega parecchi giorni, occorre fare tutto al più presto. Ce la faremo? PS: IMPORTANTE - nel caso in cui non riuscissimo entro il 4 di gennaio a raccogliere la somma necessaria di 3000 Euro, a tutti coloro che avranno effettuato il bonifico RESTITUIREMO PER INTERO LA SOMMA VERSATA (al lordo dei costi di commissione per il bonifico bancario, pari a 1 euro per ogni bonifico). Una volta raggiunta la copertura economica necessaria, e solamente allora, inizieremo una raccolta delle adesioni per chi vorrà personalmente partecipare come ricorrente, firmando il mandato presso lo studio dell'avvocato Ignazio Bongiorno. Per maggiori approfondimenti sul nostro "Progetto Mobilità Sostenibile" leggi anche:
* S.O.S. Traffico video-intervista a Riccardo Canesi - Mobility Manager
Condividi
Invia per Email
Visualizzazioni: 3401 Commenti (13)
![]()
mauro
scrive:
|
|
Io non sono contrario "Venendo incontro alle esigenze dei cittadini palermitani e dei nostri soci, assolutamente contrari al provvedimento di istituzione di queste targhe alterne a Palermo..." Io non sono contrario e come me molti altri suppongo. "Le alternative sono quelle che ci offre la tecnologia. Sviluppare la strada dei veicoli eco-compatibili e dare un forte impulso ai trasporti pubblici. Se funzionano bene la gente lascia l'auto a casa". Si dai sviluppiamo la strada dei veicoli ecompatibibli e diamo un forte impulso ai trasporti.. e da qui a 50 anni la gente lascerà l auto a casa. Il comune non c'ha una lira, un centesimo, sono tutte parole fritte senza concretezza sostenibile economicamente. Progetti campati in aria senza niente di realizzabile concretamente nel breve |
|
un visitatore
scrive:
|
... Io penso che questo provvedimento si a l'unica cosa positiva che abbia fatto l'amministrazione cammarata da quando è al potere. Finalmente il traffico è sensibilmente diminuito. E poi sarebbe ora chei palermitani cominicino a trovarsi e a pretendere altrenative. Bici, mezzi pubblici che anche se fatiscenti ci sono, e soprattutto camminare a piedi in centro come fanno in tutte le grandi città del mondo civile! Perchè fare il ricorso al tar? |
|
un visitatore
scrive:
|
... Onde evitare di dover ripetere, ancora una volta, cose dette e ridette VI INVITO A CONSULTARE la sezione MOBILITA' di questo sito! ad esempio: * S.O.S. Traffico video-intervista a Riccardo Canesi - Mobility Manager * Qualità della vita a Palermo * Innanzitutto la Legalità |
|
Massimo Merighi
scrive:
|
Quelli del "si" Rispondo, anche se brevemente per ora, sia al primo dei due anonimi che a marco, che comprensibilmente si pongono in posizioni discordanti rispetto a ciò che apparentemente può emergere da una valutazione sbrigativa della nostra scelta di ricorrere al TAR, valutazione probabilmente effettuata senza conoscere la nostra posizione in materia di mobilità. Basterebbe già leggere l'ottimo contributo del secondo Anonimo, che ringrazio vivamente, per aver riportato, fra i tanti, gli interventi più significativi, che riassumono le nostre posizioni e la nostra visione progettuale della mobilità a Palermo. Ma capisco bene che nella comunicazione non si deve dare nulla per scontato e sarà nostra cura informare i cittadini, per quello che è possibile attraverso un sito e il poco spazio che i media (spesso malamente) ci offrono, di quale sia la nostra posizione, assolutamente propositiva e non basata su censure fine a sè stesse. " Finchè non avremo saputo comunicare con i vari "anonimi" o i "mauro" che non ci conoscono ancora, da quali punti fermi partiamo e quali prospettive offiriamo per un propositivo approccio del problema della mobilità sostenibile, non saremo mai soddisfatti e avremo fatto male il nostro lavoro. Spero, però, che dall'altra parte, piuttosto che trovare persone frettolose nel giudicare e poco attente ad esaminare il background di un movimento di pensiero come il nostro che da anni si occupa dell'argomento, ci si possa trovare con persone che sappiano apprezzare la qualità dell'informazione prodotta nel tempo da chi come noi ha le idee ben chiare in materia di traffico e mobilità. Sono sicuro che per tutti coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di approfondire, come invece alcuni di noi hanno fatto, l'argomento, sarà utile conoscere più approfonditamente tutte le incongruenze e le colpevoli manchevolezze delle amministrazioni (non solo quella attuale) che hanno finora affrontato male il problema, tanto da far sì che una malattia nel tempo cronicizzata si sia trasformata in un cancro apparentemente irreversibile. Siamo sempre in tempo! Continuate a visitare il sito, che in questi giorni vi offrirà dei contributi inediti a dimostrazione del fatto che "quelli del no" sono proprio coloro che ci amministrano (dicendo "no" allo sviluppo della mobilità sostenibile) e noi, invece, siamo "quelli del sì". Lasciate dunque che possiamo farvi partecipi delle ragioni del nostro attuale NO alla misura in oggetto, informandovi anche però di quanti e quali gravi no sono stati detti finora da parte della P.A. allo sviluppo della mobilità ecocompatibile, responsabile di uno sfacelo inaccettabile. Grazie dunque degli importanti spunti che ci offrite, per comunicare con maggiore efficacia il nostro pensiero e fare un po di luce nel "bispensiero" che serpeggia nell'inconsapevolezza generale. |
|
Mauro
scrive:
|
... ho visto l 'i ntervista a Caneri e vorrei dire ai vari "merighi" e anonimi che quell' intervista l'avrei potuta fare pure io, in sostanza si parla di potenziamento dei mezzi pubblici, promuovere con dei corsi scolastici il sapiente utilizzo delle auto, l'utilizzo delle bici, mobility manager per aziende,etc. Tutte cose bellissime, ma si trascura come reperire i soldi per finanziare tutto questo. Sono consapevole che le targhe alterne non eliminano del tutto il problema del traffico ma lo riducono notevolmente, per il principio matematico per cui se prima c' erano 100 auto ad inquinare e adesso ce ne sono la metà l 'inquinamento ed il traffico viene dimezzato. si parla di legalità, di rispetto innanzitutto del codice della strada, ma che ne è del diritto alla salute che viene tutelato addirittura nella costituzione?? mi sembra che ci sia un ordine di priorità da valutare in tutto questo. ed ancora ai vari "merighi" vorrei chiedere come pensa di finanziare "sviluppo della mobilità ecocompatibile " a palermo dato che questa città è sull ' orlo del fallimento economico ed in quanti anni si arriverebbe ad una condizione di normalità secondo lui. Vorrei che mi si rispondesse in modo concreto per una volta senza la solita fuffa delle " visioni progettuali della mobilità a Palermo" Ribadisco che nella mia opinione, bisogna limitare drasticamente prima l'uso delle auto e poi promuovere lo sviluppo ecocompatibile, per il principio per cui nella storia e la domanda a creare l'offerta e mai il contrario. in sostanza si può mai pensare per esempio che se si creano punti di noleggio bici a Palermo e contempoaranemente non si limita l'utilizzo dell' auto il palermitano medio scelga la bici??? sogniamo ad occhi aperti.. |
|
Massimo Merighi
scrive:
|
COSTO ZERO - contro i luoghi comuni .. E stiamo parlando della linea d' "eccellenza": il 101 non parliamo delle periferie, di quelle linee che percorrono strade costantemente intasate. Cosa determina questo cronico stato di intasamento? In primo luogo potremmo attribuire la responsabilità all'inciviltà degli automobilisti (che però dipende sempre da un fattore: la mancanza di severità nella repressione attraverso le opportune sanzioni e gli opportuni controlli): la doppia fila è l'infrazione più in vista, ma non dobbiamo dimenticare che infrangere il divieto di sosta segnalato da apposito cartello lungo i margini di carreggiata, ovvero il divieto di sosta previsto dal codice della strada a meno di 5 metri dall'incrocio, determina restringimenti della carreggiata utile alla circolazione, che in alcuni casi non si limitano solo a causare rallentamenti, ma addirittura il blocco della circolazione per lunghi periodi di tempo. A quel punto occorre spegnere il motore e attendere che un carro attrezzi, o lo stesso proprietario del veicolo (quando il veicolo di intralcio è uno solo e non una intera fila) rimuova il veicolo, consentendo al traffico (e al mezzo pubblico) di ricominciare a fluire. Tutto ciò quanto inquinamento produce? E quanto incide sull'efficienza dei mezzi pubblici? E quanti soldi occorrerebbero per evitarlo? ZERO! COSTO ZERO! Ma è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un vigile sia mandato a multare i divieti di sosta. Si preferisce impiegarlo per multare il pari e dispari o per le strisce blu. Manca il controllo del territorio, non quello di facciata che prevede il dispiego di forze militari inutili, ma quello dei vigili urbani, che si ottiene assegnando ad ogni coppia di vigili un quartiere, lasciandogli instaurare un rapporto continuativo con la gente, autorevole e intransigente, capace di ascoltare le esigenze delle persone, dei commercianti, dei cittadini in genere, di comprendere le dinamiche di un territorio, e non solo sotto il profilo della mobilità. Attuando tale politica di controllo si otterrebbe - attraverso la "tolleranza zero" nei confronti delle infrazioni, tutte e non solo quelle che convengono alle municipalizzate o finalizzate alla misura di limitazione della circolazione di turno - la riduzione a zero del numero delle infrazioni, decongestionando conseguentemente il traffico, e soprattutto si potrebbe conoscere bene, attraverso apposito personale dedicato allo scopo, in coordinazione con la consulenza preziosa dei vigili presenti nel territorio, quai sono le reali esigenze della cittadinanza e quali soluzioni offrire per venire incontro il più possibile alle esigenze di tutti, privilegiando un approggio organico al problema, che contemperi la multiformità delle esigenze dei cittadini in relazione alla circolazione. Il tutto, oltre ad essere una misura auspicabile, rappresenta un dovere da parte della P.A., che per legge deve dotarsi di un Piano Urbano del Traffico e ancora non l'ha fatto. Il costo? ZERO! COSTO ZERO! Basterebbe poi che alle proposte più intelligenti e virtuose, da parte dei privati, di progetti in linea col principio della sussidiarietà previsto dalla legge, il comune disponesse le concessioni necessarie a consentire loro di sviluppare i propri progetti sostenibili. Se un imprenditore chiede, ad esempio, che gli venga concesso di installare A PROPRIE SPESE le colonnine di ricarica delle batterie per i veicoli elettrici, l'amministrazione non dovrebbe negarli la concessione per il periodo sufficiente a garantire la convenienza dell'operazione. Il privato metterebbe soldi e mezzi, il comune darebbe i permessi. Così un cittadino che come me volesse acquistare una city car elettrica, attualmente preoccupato della autonomia limitata di tali veicoli, potrebbe senza alcun indugio acquistarla immediatamente. La convenienza determinata dal risparmio delle spese del carburante, consentirebbe a molti, non solo ai pochi facoltosi che possono acquistare senza colpo ferire una euro4, di acquistare la city car mediante un comodo finanziamento. i soldi per il pagamento dele rate, che vanno in genere dalle 150 alle 200 euro mensili, potrebbero essere ricavati in gran parte proprio dal risparmio mensile sui costi del carburante. Se poi l'imprenditore avesse anche intenzione di offrire, a proprie spese, un servizio di car sharing, bike sharing, anche mettendo a disposizione mezzi diversi dalla city car: furgoncini, furgoni per il carico e lo scarico delle merci... ecc., grazie all'installazione di una buona rete di colonnine di alimentazione, potrebbe dare il proprio contributo allo sviluppo della cultura dell'USO e non del POSSESSO dell'autovettura. La crescente quantità di automobili del parco macchine delle città metropolitane, oltre a costituire un problema (nel caso dei veicoli termici) per la salubrità dell'atmosfera, rappresenta un problema per la mobilità stessa, venendo a mancare sempre più progressivamente nel tempo lo spazio che possa contenere tale numero crescente di veicoli (un problema che anche sotto il profilo dell'impatto ambientale degrada la qualità della vita, basti vedere la fotografie storiche della città, quando non era infestata dalle automobili parcheggiate, inutilmente ferme). Quanto costerebbe alla P.A. innescare questo circolo virtuoso (che porterebbe vantaggi immensi e definitivi a lungo termine)? ZERO! COSTO ZERO! Anche l'acquisto da parte della P.A. di mezzi elettrici per il pubblico trasporto (e non solo per quello) è possibile senza gravare sulle scarsissime risorse finanziarie del Comune: enormi quantità di denaro sono stati e sono tuttora disponibili attraverso finanziamenti europei e regionali. E' grave il fatto che un finanziamento europeo che prevedeva la copertura del 65% per l'acquisto di mezzi elettrici da parte di comuni dotati di parchi e riserve (favorita - capo gallo) è stato fatto scadere infruttuosamente (l'amministrazione era stata anche informata e sollecitata in tal senso). Per non parlare del finanziamento regionale, che scade il 30 dicembre, che consentirebbe l'acquisto dei mezzi elettrici al comune se solo venisse presentata una proposta in tal senso agli uffici regionali, che ancora aspettano invano. Il costo? Sommando le cifre ricavate dai contributi a quanto ricavato dal risparmio dei carburanti si potrebbe addirittura ipotizzare un guadagno a vantaggio delle casse comunali. Dunque, arrotondando per difetto, non considerando i possibili guadagni: ZERO, COSTO ZERO! Non proseguo oltre, perchè ci sarebbe da scrivere una enciclopedia. Ma come non ricordare o meglio far sapere ai cittadini, appositamente disinformati, quanto siano interessati i commercianti alla pedonalizzazione di alcune aree del centro storico, lasciando aperte al traffico solamente alcune arterie principali. Si fa di tutto per far passare i commercianti come "quelli del no", personaggi miopi che non riconoscono i vantaggi economici rappresentati dalla pedonalizzazione e dalla chiusura al traffico di ampie aree del centro storico. Non è affatto vero! E' disinformazione! Io stesso ho avuto parecchie sorprese (essendo stato anch'io vittima di questo luogo comune persistente) quando si è presentata l'opportunità - nel periodo della contestazione alle ztl - di parlare con parecchi commercianti (alcuni di essi anche presidenti di associazioni di commercianti) che desiderano e promuovono le isole pedonali, lottando contro l'indifferenza della P.A. Via Belmonte, ad esempio, ha conosciuto un apprezzabile sviluppo economico e sociale che ha incrementato il valore degli immobili della zona, con grande guadagno per le singole attività commerciali. Quando i commercianti di via Belmonte si sono opposti alle ztl (come oggi si oppongono all'attuale misura delle targhe alterne) si è detto di loro il peggio, ma non si è detto quali fossero le loro proposte. Sono stati fatti passare come quelli del NO, nascondendo agli occhi della gente il loro SI' alla chiusura razionale del traffico al centro. Quano costerebbero alla P.A. le isole pedonali? ZERO! COSTO ZERO! Sarebbe il caso di considerare quale è il vero ostacolo a tutte queste soluzioni a COSTO ZERO: PROPRIO IL COSTO ZERO. A buon intenditor, poche parole. |
|
Mauro
scrive:
|
... A Massimo e a quanti credono che il car sharing e le auto elettriche siano la soluzione vorrei dire che il comune già in passato ha sperimentato il car sharing e le auto elettriche ( con i risultati fallimentari che tutti conosciamo) leggetevi perfavore questi documenti intervista del assessore alla mobilità (all'epoca) Avanti: http://www.comune.palermo.it/Comune/Piano_traffico_2002/car_sharing.htm per non parlare dei progetti di bike sharing anche questi falliti miseramente, Intendiamoci: falliti per l' incapacità sicuramente del comune ma anche per l' inciviltà, indolenza, ignoranza dei palermitani che hanno preferito comunque continuare ad utlizzare l' auto e fregarsene di tutte queste bellissime iniziative. Il palermitano o forse anche l italiano sente l' auto come una propria appendice fisica dalla quale non riuscirà mai a staccarsi se non lo si limita in qualche modo. Sinceramente condivido tutto di quello che dice Massimo e ne riconosco la validità anche quando dice che " .... potrebbe dare il proprio contributo allo sviluppo della cultura dell'USO e non del POSSESSO dell'autovettura..." il problema è che questo diffondersi di questa cultura è lentissimo,quasi inesistente, e gli esperimenti fin qui falliti miseramente mi danno ragione. |
|
Massimo Merighi
scrive:
|
... non avevo dubbi che ci saremmo intesi, così come ci intendiamo anche sugli esperimenti fallimentari condotti finora. la differenza fra ciò di cui parliamo noi e quegli esperimenti sta tutta nell'iniziativa privata, che fondandosi su criteri diametralmenti opposti alle logiche delle amministrazioni pubbliche dei nostri giorni, e delle varie società partecipate, garantisce quell'efficienza e quei risultati che solo l'impresa oggi può garantire, in un mercato libero e concorrenziale, laddove a garantire gli stessi risultati vi è il principio della sussidiarietà. non a caso fra i contributi che consideriamo più importanti ai fini della comunicazione delle nostre idee di sviluppo della mobilità, vi è l'articolo dal titolo "La qualità della vita a Palermo" a firma di Donato Didonna. Per questo ci proponiamo di far pressione sull'amministrazione con tutte le iniziative possibili di partecipazione da parte dei cittadini. L'unica cosa che non condivido è il luogo comune del palermitano auto-dipendente. Seppure non neghi che vi sia di fondo un vizio cronicizzato nel palermitano, credo che un circolo virtuoso, che gli consenta di sperimentare la convenienza nell'adozione di nuove abitudini e modalità alternative rispetto a quelle finora attuate, rechi in se la possibilità di un radicale cambiamento. Sono convinto infatti che l'interesse e la convenienza sono le leve che muovono il mondo e le persone. |
|
daniela
scrive:
|
nemmeno io sono contraria Personalmente, non credo che misure del genere siano efficaci se non sono accompagnate da un serio piano per la mobilità basato sul potenziamento dei mezzi pubblici (potenziamento per frequenza, velocità, capillarità, sostituzione con mezzi meno inquinanti). Posto tutto questo (che non è poco), un provvedimento limitato come questo preso dal comune di Palermo non è comunque un punto di partenza? Non dovremmo lottare e fare pressione perché, appunto, venga integrato da altre indispensabili misure anziché chiederne semplicemente l'abolizione? Daniela, che ha una bici ed un'auto alimentata a GPL. |
|
Vania
scrive:
|
... Cara Daniela, capisco le tue ragioni. Il problema è però un altro: l'ordinanza delle targhe è illegittima. Anche se (e dico se) non ci fossero più sforamenti del PM10, anche se il traffico fosse davvero diminuito, anche se servisse effettivamente a tutelare la salute dei cittadini (ma nessuno di queste ipotesi si verifica) possiamo accettare che l'amministrazione comunale, che dovrebbe garantire il rispetto della legalità, sia la prima a violarla? Due cose sbagliate non fanno una cosa giusta. Saremmo felici di vedere tutto il centro, anzi tutta la città chiusa al traffico, purchè sia fatto nel rispetto della legalità e per tutelare effettivamente i cittadini, che in ogni caso dovrebbero essere messi in grado, PRIMA di attuare una simile ordinanza, di muoversi per la città con mezzi alternativi (autobus con una frequenza decente, metropolitana, car sharing di auto elettriche, tram, scuolabus elettrici e via dicendo). In questo caso non solo si è fatta un'ordinanza liberticida senza mettere i cittadini in condizione di andare comunque a lavorare, per esempio, ma, temo, per motivi che c'entrano ben poco con la tutela della salute. Tra l'altro, moltissime mamme sono costrette a lasciare i propri bambini davanti alle scuole ANCORA CHIUSE al mattino. Di questi tempi, lasciare un bambino per strada non è una cosa tanto salutare, può capitare qualunque cosa, e anche peggio. E questo è tutelare i cittadini? |
|
Massimo Merighi
scrive:
|
... Daniela, condivido lo spirito del tuo messaggio. Ma sono convinto che se non si parte dalla legalità, dal rispetto delle norme, del codice della strada, dal controllo del territorio, dalle contravvenzioni a tutte le infrazioni vere, è inutile prendere altri provvedimenti, soprattutto se illegittimi come questo, che viola il codice della strada e la costituzione. Le alternaive le DOBBIAMO pretendere, promuovere. Ma non avremo voce in capitolo se non ricorreremo ai mezzi pesanti contro chi fa di testa sua e, senza ascoltare le istanze dei cittadini, senza rispettare la legge in vigore (CdS) continua a sfornare provvedimenti che non servono ad altro se non a poter dichiarare: "vedete? io ho fatto il possibile" e a far credere anche alle persone più animate di buona volontà e di senso civico come te, che "lui ha fatto intanto un primo passo". E' un passo falso. Pertanto andrebbe fermato, prima che ne faccia altri altrettano falsi. Queso è quello che mi spinge al muro contro muro. Per potere dire ciò che invece va fatto ed avere la forza e l'autorevolezza di pretendere che sia fatto. |
|
Daniela
scrive:
|
... Cosa posso replicare? Che mi piacerebbe davvero vivere in una città diversa. Mi piacerebbe che venissero elette persone diverse, che gli amministratori sapessero davvero cosa fanno, che i cittadini capissero bene cosa succede. In bocca al lupo, ragazzi! Spero che che il ricorso al TAR dovesse avere buon esito, la cosa non si limiti a fermare le targhe alterne, ma stimoli l'attuazione di misure corrette ed efficaci. PS: se vedete un punteruolo rosso, mettetelo sotto con la macchina...anche ad Euro 0 va bene |
|
| < Prec. | Succ. > |
|---|

Venendo incontro alle esigenze dei cittadini palermitani e dei nostri soci, assolutamente contrari al provvedimento di istituzione di queste targhe alterne a Palermo, in particolare del totale divieto imposto per le fasce orarie di punta nei confronti della maggior parte dei veicoli, l'associazione Bispensiero, avendo individuato gravi profili di illegittimità e di incostituzionalità dell'Ordinanza Sindacale istitutiva dei suddetti divieti e limitazioni, sulla scorta dell'esperienza maturata con il vittorioso ricorso al TAR contro le ZTL promosso dall'Associazione, che ha costituito l'occasione per la cittadinanza per reclamare e veder riconosciuti i propri diritti, arbitrariamente ed illegittimamente negati, promuove oggi un nuovo ricorso collettivo al Tribunale Amministrativo siciliano.

