Scritto da Bispensiero    Venerdì 28 Settembre 2007 03:36    PDF Stampa E-mail
Ciao Mauro

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Sei anni fa un gruppo di persone variamente impegnate nel volontariato e nelle associazioni (nell’Arciragazzi e nel Coordinamento per le pace, nell’Arci e nel movimento del commercio equo e solidale, ecc.) decidevano di dare vita ad un evento denominato “Ciao Mauro” per ricordare la figura di Mauro Rostagno in occasione dell’anniversario della sua morte.
Dal quel 26 settembre del 2002, “Ciao Mauro” ha rinnovato anno per anno la memoria di Mauro.
Quest’anno, nel preparare la 6a edizione di “Ciao Mauro”, ci siamo costituiti in associazione con l’intendimento, fra l’altro, di promuovere, di comune accordo con la Comunità Saman, almeno una volta l’anno una manifestazione simile. Peraltro il prossimo anno ricorrerà il ventesimo anniversario della morte di Mauro Rostagno ed è nostra intenzione organizzare un evento più corposo e di respiro nazionale.
Stiamo costruendo un sito internet denominato “ciaomauro.it” ed è nostra intenzione promuovere alcune pubblicazioni su Rostagno.
Ma perché sei anni fa decidevamo di organizzare “Ciao Mauro”?


Erano trascorsi ben 14 anni da quel 26 settembre del 1988, e le indagini condotte degli inquirenti non avevano prodotto alcun risultato. Non si conoscevano né gli esecutori materiali dell’omicidio, né i loro mandanti.
A distanza di 19 anni la situazione è immutata. Né si notano attività investigative che fanno sperare nel prossimo futuro.
L’omicidio di Mauro Rostagno –hainoi!- è uno dei tanti misteri della storia di questa repubblica. In questo caso avvenuto davanti l’uscio di casa nostra.
La sensazione che non si sia fatto ciò che si doveva e si poteva fare è legittima. Possiamo dire, senza tema di smentite, che in questi 19, lunghi, anni le attività investigative sono state caratterizzate per una certa fase da errori, omissioni, ed anche depistaggi; per concludersi con una totale inattività.
Il balletto semestrale della richiesta di archiviazione ci ferisce profondamente, anche perché sappiamo che, seppure le indagini restino formalmente aperte, nei fatti l’attività investigativa è nulla.
Noi non siamo in grado di determinare con certezza quanto di questo comportamento sia da addebitare a scelte precise, a complicazioni oggettive, e quanto a cialtroneria ed incompetenza; ma sappiamo che tutto ciò è molto gradito ai poteri occulti politico-mafiosi locali e nazionali, quei poteri che hanno scelto di togliere di mezzo Mauro perché la sua attività giornalistica dava molto fastidio.
Sappiamo che queste parole sono generiche e che non aggiungono nulla alla concretezza delle cose e, soprattutto, rischiano di suonare come degli sterili slogan.
Ma noi siamo semplici cittadini che intendono partecipare alla vita della comunità manifestando il loro impegno civile e sociale. Non disponiamo di strumenti di indagine particolari.
Non abbiamo “fatti” da raccontare.
Però, insieme a tutti i cittadini, soprattutto quelli trapanesi, una cosa la sappiamo, anche se non disponiamo di prove che possano dimostrarlo. Si è trattato di un omicidio politico-mafioso che ha goduto di molte complicità.
Come diceva Pasolini parlando della strage di Piazza Fontana del 1969: noi sappiamo chi è stato, anche se non possiamo dimostrarlo.
La nostra verità non è giudiziaria, ma è una verità morale. Per certi versi una verità più importante, più “alta”.
Una verità che accomuna tutti i cittadini trapanesi, la verità del sentire comune.
Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicarci al ricordo di Mauro Rostagno. Abbiamo pensato che valesse la pena di impegnarsi per ricordare, soprattutto ai trapanesi quello che era stato il loro amico. Un trapanese per scelta, non per nascita.
Quello strano giornalista che, vestito di bianco, attraverso il video ogni giorno, all’ora di pranzo, raccontava e commentava i fatti locali in una maniera inusuale.
Le notizie dei processi di mafia, delle malefatte dei politici locali e dei potenti di turno venivano raccontate in modo compiuto e comprensibile. Anche la cronaca era raccontata in modo compiuto, ma, nello stesso tempo, rispettoso dell’umanità dei protagonisti. Le interviste erano condotte in modo intelligente e passionale.
Spesso Mauro usciva fuori dagli schemi, come quando, in modo del tutto naturale e commovente, chiuse con un bacio l’intervista alla mamma del giovane Antiochia, un poliziotto ucciso da criminali mafiosi.
Parole roboanti e proclami irrinunciabili riguardanti una lotta alla mafia gridata, ma non praticata quotidianamente, assumevano per i cittadini trapanesi il sapore delle frasi vuote e di circostanza, irrimediabilmente ipocrite.
Mentre Mauro dalla scatola magica di una piccola tv locale diceva cose concrete che nuocevano agli affari e agli intrighi dei mafiosi e dei potenti, perché erano una iniezione di autentica fiducia per il cittadino/spettatore.
Noi pensiamo, insieme a Mauro, che i cittadini sono capaci di indignarsi e di esprimere il loro dissenso se acquistano fiducia. Senza fiducia il cittadino pensa che è meglio farsi i fatti propri e lasciar fare ai mafiosi e ai potenti. “Calati iunco, ca passa la china” dice il vecchio detto siciliano. E Mauro lo conosceva bene.
Questo è stato Mauro per i trapanesi: uno tsunami sotto un cielo plumbeo di conformismo e rassegnazione, che con la sua onda lunga incitava i trapanesi a guardarsi intorno e a diventare protagonisti del loro futuro. E per questo noi vogliamo ricordarlo ai trapanesi, perché continuino ad avere fiducia nella possibilità di vivere in un mondo che valga la pena di essere vissuto, con semplicità e null’altro.
Noi non vogliamo ricordare Mauro con i toni dei grandi giornalisti calati a Trapani dopo l’omicidio a spiegare cosa andava fatto (da tutti noi) e cosa avrebbero fatto (loro) dall’indomani, per poi tornare a dedicarsi alle loro folgoranti carriere senza alcun rischio. Noi non vogliamo ricordare Mauro con i discorsi e gli impegni dei grandi uomini politici in cerca di un palcoscenico su cui esibirsi.
Noi non vogliamo ricordare Mauro con le promesse infedeli dei “trentini” che annunciarono improbabile catene umane.
Noi pensiamo che il ricordo di Mauro deve essere rappresentato da quanto c’è di meglio nella nostra comunità, da tutti quei cittadini che hanno fiducia in un futuro diverso.
Gli appuntamenti annuali di “Ciao Mauro” sono stati immaginati come un palcoscenico sul quale si potessero esprimere liberamente le ragazze e i ragazzi di Trapani e quelle persone impegnate nel teatro, nella danza, nella musica, nella poesia e in tante altre attività che sono la negazione della prepotenza e della sopraffazione mafiosa e non.
La 1° edizione di “Ciao Mauro” si è svolta in uno spazio straordinario gonfio di sofferenza. All’interno, cioè, del parco dell’ex manicomio. E dunque all’interno di uno spazio ormai liberato che fu di dolore e deportazione, ragazze e ragazzi hanno ballato, suonato e recitato con gioia e partecipazione, ascoltando con commozione e curiosità le testimonianze di chi aveva conosciuto Mauro e con lui aveva lavorato quando era in vita.
In quella occasione è stato proiettato il video di Gianni Lo Scalzo sulla vita di Mauro. Si tratta di un video bellissimo e commovente, raccontato in prima persona dalla voce fuori campo dello stesso Mauro. E’ un documento straordinario di un geniale compagno “trentino” di Mauro, anch’esso purtroppo scomparso.
Tutto questo, ne siamo certi, sarebbe piaciuto a Mauro che era stato ragazzo, e che con i ragazzi ci sapeva stare.
La seconda e la terza edizione di “Ciao Mauro” si sono svolte presso il Teatro San Barnaba di Valderice, in collaborazione con quel comune che ha per sindaco una ragazza di allora che ha amato Mauro insieme a noi.
La quarta edizione si è svolta, invece, quasi interamente presso la Comunità Saman di Lenzi, perché si è voluto rappresentare fisicamente la comunanza di sentimenti e memoria con chi ha vissuto un pezzo importante della propria vita insieme a Mauro.
In quella occasione è stato proiettato il video di Alberto Castiglione che racconta in modo egregio l’attività di Mauro giornalista a Trapani.
La quinta edizione si è svolta in un luogo che i ragazzi amano frequentare, la Casina delle Palme, ed ha assunto la forma della festa giovanile. Si è trattato in buona sostanza di un concerto di gruppi rock, preceduto da alcune letture di giovani attori.
Le ultime tre edizioni hanno visto la partecipazione di un caro amico di “Ciao Mauro”, l’attore Renato Scarpa che ha dato un originale contributo con i suoi interventi e con il materiale video da lui selezionato. Per l’impegno personale offerto da Renato Scarpa alla nostra attività, lo abbiamo chiamato a ricoprire la carica di Presidente dell’Associazione Ciao Mauro.
E veniamo alla sesta edizione quella in corso che ci vede impegnati ancora una volta presso la Comunità Saman, composta da quelle persone che ormai noi consideriamo le nostre sorelle e i nostri fratelli per l’idealità che ci accomuna.
Questa edizione sarebbe piaciuta ancora molto, ne siamo certi, a Mauro perché si concluderà presso lo spazio dell’ex manicomio dove verrà rappresentato uno spettacolo teatrale messo in piedi dalla Compagnia Icaro composta da detenuti del carcere di Favignana. Si tratta della trasposizione scenica della novella di Capuana “il Re Tuono”. Al di là dei significati del testo che abbiamo già apprezzato in altre occasioni, ci preme sottolineare che non è casuale per noi l’incontro fra disagi diversi, tra percorsi di sofferenza umana concreta. La tossicodipendenza e l’alcolismo, la segregazione del carcere e del manicomio. Si tratta, infatti, di diversi aspetti del disagio sociale, che si intersecano spesso fra loro, e che Mauro, insieme a noi, ha dipinto come “l’inferno”. Certi che un percorso di liberazione sia possibile, noi, insieme a Mauro, pensiamo che chi ha vissuto questo disagio meriti il “paradiso”. Noi intendiamo provare a lavorare anche per questo.

 

Associazione “Ciao Mauro”, Trapani

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marco salvia scrive:

un esempio
Sono stato molto felice di leggere di questa iniziativa per Mauro Rostagno, Mauro che non ho mai conosciuto ma il cui lavoro ho molto seguito fu un esempio di buona volontà, di pulizia morale e di corretta intenzione nel trattare con le persone distrutte dalla dipendenza da eroina in quegli anni drammatici e turbolenti in cui i più si dedicarono al profitto, alla manipolazione e alla ricerca di potere e alla autopromozione, sfruttando proprio chi dicevano di volere aiutare. la prossima volta vorrei esserci.

grazie Mauro
marco salvia
 
ottobre 02, 2007
Voti: +0

Coordinamento per la Pace -Tra scrive:

Comunicato del Coordinamento per la Pace
“CIAO MAURO”?

Sabato 29 settembre 2007 ha avuto luogo la sesta edizione de «CIAO MAURO», il nostro omaggio alla figura di Mauro Rostagno a diciannove anni dal suo assassinio. L’iniziativa è stata molto partecipata: cittadini, studenti, lavoratori hanno preso parte alle proiezioni, ai momenti di socialità, ai dibattiti che hanno animato la serata.
Questa manifestazione, giunta ormai alla sua sesta edizione, è per noi irrinunciabile dal momento che, in questi anni, abbiamo sempre voluto tenere viva la memoria di Rostagno per prendere spunto dalla sua vicenda umana e professionale nel quadro di una analisi più generale della Trapani di oggi e delle sue prospettive di cambiamento, di affrancamento dal dominio mafioso, di progresso civile e sociale.
Un’iniziativa che, da sei anni a questa parte, noi abbiamo concepito e successivamente realizzato – anche insieme ad altri compagni di strada – sempre con questa semplice e immediata denominazione: CIAO MAURO. Un appuntamento consolidato, conosciuto e riconosciuto a Trapani da cittadini comuni e associazioni attive sul territorio, sempre realizzato con passione e sacrificio, in piena autonomia.
È stata grande la nostra sorpresa nell’apprendere in questi giorni dagli organi di stampa che un soggetto associativo di recente costituzione denominato, con una coincidenza a dir poco sospetta, Associazione “Ciao Mauro” ha promosso una due giorni in memoria di Rostagno intitolata anch’essa, manco a dirlo, “Ciao Mauro”.
Il nostro stupore si è tramutato presto in indignazione. Sia chiaro: in questa città sono auspicabili decine, centinaia, migliaia di iniziative dedicate a Rostagno e alla sua figura, e il nostro impegno quasi decennale in questo territorio è sempre andato in questa direzione.
Ma buon gusto e correttezza etica e politica (e non c’è bisogno di scomodare inesistenti diritti d’autore su Rostagno, che appartiene alla memoria storica di tutti i trapanesi) avrebbero voluto che i promotori della neonata associazione si ricordassero di chi, anni fa e in tempi non sospetti – ben lontani dall’imminente ventennale dell’assassinio che oggi fa gola a molti – tenne a battesimo questa iniziativa apportandovi fino a oggi continuità e visibilità: noi.
Per essere ancor più chiari, non recriminiamo l’esclusione da processi decisionali e fondativi dell’Associazione “Ciao Mauro”. E a giudicare dall’impostazione generale della loro iniziativa, ravvisiamo un’incolmabile distanza di metodo e di contenuto che ci separa, visto che le tribune a uso e consumo di politici e autorità varie non sono mai state nelle nostre corde, tanto meno per un omaggio a Mauro Rostagno.
Quello che denunciamo è l’atto di parassitismo politico e culturale con cui si è scippata la denominazione originale dell’iniziativa creando confusione nell’opinione pubblica e tra gli operatori dell’informazione.
Si è trattato, a nostro avviso, di un episodio di scorrettezza politica che non ha precedenti e che rende un pessimo servizio a quella che è per noi l’idea stessa di società civile e cittadinanza attiva.
Da parte nostra, resta l’impegno a far sì che in questa città sia possibile creare spazi di agibilità e indipendenza per le strutture di base, per l’associazionismo libero e senza condizionamenti, convinti come siamo che i movimenti e la società civile possono incidere concretamente nella realtà circostante solo se sanno mantenersi liberi e autonomi, senza appiattirsi nell’angusto ruolo di serbatoi del consenso per questo o quel rappresentante politico di turno.

Coordinamento per la Pace – Trapani

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01/10/2007
 
ottobre 05, 2007
Voti: +0

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Giugno 2008 13:48 )
 

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