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Scritto da Francesco Rolla
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| I perchè di Lunaurora
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La sensazione più bella che, nella mia modesta vita, mi ricordo di aver mai provato in maniera assolutamente totalizzante, così forte da lasciarti il fiato dentro che circola e crogiola l'animo in un impeto di calore benefico, fu quella sensazione d'armonia generata da un giusto illuminarsi di tramonto, quando la luce non è ancora né troppo fioca nè eccessivamente abbagliante. E' quella giusta e basta. E' come quando nei libri di cucina c'è scritto Q.B., quanto basta, in questo caso quanto necessario al proprio essere sensibile.
Mi ritrovai, così, con questo calore dentro, appoggiato allo schienale di una panchina, leggermente scivolato, come volendomi sedere quasi alla fine delle assi di legno, e con in mano un bel romanzo con una spessa copertina rossa. Lì per lì non trovai una spiegazione su come fossi arrivato lì, ma, visto che c'ero, mi sarei goduto un po' quel bel tepore rasserenante.
Il vento muoveva le fronde degli alberi che mi circondavano e i rami puntavano verso il basso come per accarezzarmi. Un micio grigio a chiazze si allontanava da me con un simpatico movimento lento ed ondulatorio, mentre una ragazza era distesa sull'erba, qualche metro più in là, a godersi immobile quel pezzo di paradiso.
Dopo aver dato tale appagamento ai miei occhi e al mio intelletto per qualche minuto, mi concentrai pertanto sulla lettura e non mi accorsi che qualcuno venne a farmi visita.
Piano piano, attenta a non farsi scoprire, si sedette nella punta opposta della panchina una bimbetta, un soldo di cacio con delle lunghe treccine, una camicetta bianca e un paio di pantaloncini che lasciavano uscire delle gambette cicciose che finivano in sandali dal nastro rosa.
Con gli occhi furbetti di chi la sa lunga e ciondolando le gambette avanti e indietro, la fanciulla mi guardava ad intermittenza, il suo sguardo mi seguiva furtivamente, quasi a non voler svelare che l'oggetto del suo interesse ero proprio io.
La cosa mi incuriosiva e non poco. Ruppi il ghiaccio.
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Scritto da Circolo ENERGIA del PRC-SE di Palermo
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| L'hub del gas
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Da alcuni anni i mass media ci bombardano di messaggi che tendono a terrorizzaci con scenari energetici catastofici che ci prospettano inverni al buio e al freddo, sistema industriale bloccato, paradisiache prospettive di svipuppo di redditi e lavoro sfumate.
Le cause, anzi i colpevoli sarebbero sempre i fanatici ambientalisti e comunisti oltre che i soliti terroristi islamici.
Poi ci sono i colpevoli di turno che mutano a seconda degli eventi e di chi denucia: russi, ucraini, tedeschi, ENI, ecc.
Per completare lo scenario apocalittico, se conviene, si tira in ballo persino l'esaurirsi del petrolio, l'effetto serra, l'ambiente.
La verità è che questo catastrofismo tutto teso a dimostrare l'ineluttabilità di soluzioni miracolose (su cui tutti sono in disaccordo) come il ritorno al nucleare, al carbone, al tutto gas, ecc. è funzionale a coprire gli interessi delle aziende energetiche grandi e piccole.
Prendiamo il gas.
La crescita dei consumi in Italia e in Europa è presa a pretesto per auspicare la richiesta di ben 12 rigassificatori, addirittura da costruire con incentivi pagati dagli utenti (con meccanismi simili a quelli del CIP 6).
I consumi di gas sono diminuiti nel 2006 rispetto al 2005 ? Non importa.
I contratti stipulati da anni e i gasdotti in costruzione e in ampliamento assicurano gas a cittadini e industrie per i decenni a venire anche con consumi in crescita .
Tutto questo non conta per lor signori: Vogliono pure 12 pericolosissimi rigassificatori.
Abbiamo sempre chiesto che fosse stilato un Piano energetico ed ambientale Nazionale, oltre che Regionale, dove venisse chiarito e messo nero su bianco:
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Quali sono i consumi di gas in Italia e in Sicilia anche in un prossimo futuro
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Quali sono le disponibilità di gas con i contratti già stipulati e le strutture esistenti ed in costruzione
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Quali iniziative si intendono prendere per ridurre i consumi energetici attraverso efficentamamento dei processi di conversione energetica e di consumo, di risparmio energetico, razionalizzazione di consumi, produzioni e trasporti.
Nessuno tra lor signori ha interesse a fare chiarezza.
Ogni tanto l'efficentissimo apparato di terrore e propaganda di lor signori realizza un autolgoal.
Così l'articolo del "Sole 24 Ore" (cioè la Voce del Padrone in diretta) che alleghiamo, dice finalmente perché dovremmo distruggere coste, mari, e salute e sicurezza degli Italiani. E dice in sostanza che fare dell'Italia un "hub" (un terminale passivo cioè) energetico sarebbe un grande affare per chi lo propone perché permetterebbe di vendere questo gas a mezza Europa e non perché ci serve veramente.
E' facilmente immaginabile la suddivisione di profitti e perdite tra popolo italiano ed aziende energetiche.
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Scritto da Davide Colaiezzi
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| S.O.S. dall'Abruzzo
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Ciao a tutti, siamo un gruppo di grillini abruzzesi. Vorremmo chiederevi un aiuto per cercare di far arrivare a tutti un problema di incredibile importanza che sta colpendo la nostra regione, l'Abruzzo, regione verde d'Europa, nel cui cuore l'Eni vuole realizzare, gestendo in maniera strategica la scarsa informazione, un Centro Petr-Oli sulla costa (estrazione e prima raffinazione nel bel mezzo di numerosi parchi...).
Tutto ciò dovrebbe avvenire nel comune di Ortona (Ch), al confine con Francavilla al Mare (Ch), nel bel mezzo della cosiddetta area metropolitana, nonostante i gravissimi rischi per la salute dei cittadini e del nostro ambiente, come ci stanno confermando numerosi ricercatori, e nell'interesse economico di pochissimi...
L'operazione, inoltre, andrebbe a cozzare contro investimenti decennali attraverso i quali si è riusciti a far decollare la nostra produzione vitivinicola di eccellenza e il nostro turismo sostenibile (sul quale la stessa Francavilla per voce del suo sindaco ha puntato in maniera significativa...) coniugandolo con l'alta qualità della vita della zona (non a caso meta ultimamente di numerosi turisti stranieri... definita da prestigiose riviste economiche come la "nuova Toscana").
Per scongiurare uno scempio di proporzioni del tutto simili a quello realizzato in Basilicata e puntualmente testimoniato da Report, noi crediamo che il metodo migliore sia far conoscere in tutto il paese ciò che sta avvenendo, per combatttere il pericoloso isolamento mediatico di cui siamo vittima...
E' impensabile, in un momento in cui si avvverte sempre più la necessità di investire sul rinnovabile, costringere il cuore verde d'Europa ad un così pericoloso passo indietro...
Pertanto chiediamo a tutti di far circolare la notizia!
Davide, Rocco, Marco
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Sono quegli spazi ormai purtroppo esauriti, a cui, non essendo stata preventivamente assegnata una funzione, sono stati oggetto dei più disparati utilizzi.
Qualche esempio. Il più clamoroso rimane la discarica di Bellolampo: esiste un vallone bellissimo,(il Celona) un problema (i rifiuti): come fare per coniugare entrambe le cose? Trasformare una delle più belle aree di Palermo in una delle discariche più grandi di Italia (milioni, non si sa quanti, di metri cubi di rifiuti di ogni tipo e genere che producono milioni di metri cubi di percolato, metano, polveri sottili, etc.).
La famosa area Quaroni, (per intenderci circa un ettaro di area abbandonata tra via s. Agostino, via Maqueda e la discesa dei Giovenchi) che di proprietà della Curia palermitana, è assolutamente abbandonata e sede di sporcizie e discarica a cielo aperto nel pieno del salotto – degradato- di Palermo: e dire che la Curia non paga neanche l’ICI sugli immobili!!
Parlare dei parcheggi, è come sparare sulla croce rossa: i parcheggi di scambio Galilei, Francia, quello nuovo di zecca di via Ernesto Basile, a che servono? A farci mercatini e fiere? E’così difficile fare traslocare le autolinee da via Balsamo?
Ancora, che dire di “Piazza Unità d’Italia” area di risulta urbanistica senza contesto? Non potrebbe essere sfruttata meglio con parcheggi sotterranei e verde in superficie?
Non parliamo di quelli sotterranei semiautomatici (fortunatamente per ora fermi)da realizzare a Piazza Sturzo ed alla Stazione Centrale: una follia solo a pensarci, delittuoso mandarli a gara!!
Ad onor del vero, è in controtendenza quello di piazza Vittorio Emanuele Orlando ma si sa, l’eccezione conferma la regola.
Regola che vuole tutti gli spazi urbani rigorosamente a parcheggio, destinati a mercatini o a suk estemporanei (retaggi arabi…) tranne che a verde.
Uno dei quartieri più massicciamente e strumentalmente lasciati al degrado urbano, è sicuramente Borgo Vecchio. Alle spalle della cortina di via F.sco Crispi, infatti, si respira aria di dopo guerra: case abbattute, spazi da riutilizzare a verde occupati da parcheggi abusivi, bambini che giocano tra le lastre di eternit: è normale tutto questo nella sesta città d’Italia a meno di cento metri dal centro della città?
Parliamo della Favorita? Come si tollerano certi scempi e degradi umani tipiche dei campi dei Rom in pieno 2007? Dove sono le attività sociali a protezione dei bambini costretti a giocare tra i rifiuti? Dovè il Comune di Palermo? E’ la vicino… è a Villa Niscemi, che anzicchè aprirla al pubblico, diventa la seconda residenza del Sindaco perché Palazzo delle Aquile non bastava… ma ci rendiamo conto?
Il comune denominatore tra questa breve (ma non esaustiva) galleria degli orrori, è che dell’ambiente, a qualsiasi epoca e colore politico si faccia riferimento, non è mai stato importante. Il pubblico è di nessuno se non intessa il privato. Facciamo mega store in aree verdi ma non facciamo parchi, non bonifichiamo discariche ma le ampliamo per farci inceneritori che servono al privato.
Più visibile è mettersi il cassetto giallo ed inaugurare opere pubbliche che non serviranno a nessuno perché il vero affare è appaltare le opere, non gestirle… per quello c’è tempo, qualcuno ci penserà!
Propongo di cambiare la data dell’8 settembre 1943…troppo blanda, non mi sembra abbastanza…per Palermo propongo il 26 ottobre 1917!!
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Scritto da Adriano Varrica
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| Il bispensiero sistematico
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Continuiamo a parlare di disinformazione; non avviene solo nelle alte sfere, quando si deve nascondere una notizia scomoda che riguarda il Vaticano. Lo sappiamo. E' l'intera rete di informazione dei media che produce metodicamente e sistematicamente il bispensiero. Pubblichiamo un caso che riguarda un piccolo fatto di cronaca, ma emblematico. A questo primo articolo ne seguono altri due, che completano il quadro. (Articolo 2 e Articolo 3)
Il triste giogo del sensazionalismo giornalistico: Razzismo alla Valle dei Templi!
Di Adriano Varrica
Il sistema più semplice per cancellare i fatti è - molto banalmente - quello di non parlarne, ignorarli. E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza usati come diversivi, come coprenti". Così il giornalista Marco Travaglio definisce "l'arte del parlare d'altro" nel libro "La scomparsa dei fatti".
Nell'ambito dell'informazione italiana fa più notizia l'ultimo flirt di qualche vip piuttosto della Giunta per le Elezioni della Camera dei Deputati che si riunisce per estromettere dal Parlamento Cesare Previti, condannato in terzo e definitivo grado per corruzione ed inibito a vita dai pubblici uffici.
In questo marasma di non notizie e disinformazione, specie televisiva, è svanita la gerarchia tra ciò che il cittadino deve assolutamente conoscere e fatti che possiedono una rilevanza minore ma che vengono "pompati" e modificati a dovere diventando veri e propri casi.
Ecco in che maniera, ad esempio, viene costruita da parte di stampa e televisioni (locali e nazionali) un'accusa più o meno esplicita di razzismo al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. [continua a leggere]
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