Bispensiero

Clero e pedofilia
L'esercito di Pilato PDF Stampa E-mail
Scritto da Vania   
Domenica 02 Marzo 2008 09:46
casaldiprincipe.jpgLa vicenda è di qualche tempo fa, neppure tanto, un paio di mesi. Il luogo in cui si svolge è Casal di Principe, una cittadina in provincia di Caserta, con appena ventimila anime, tristemente conosciuta per la ferocia e la potenza di un sodalizio criminale che prende il nome proprio dal paese, "I Casalesi", balzato alla cronaca nazionale dopo che se n'è occupato lo scrittore Roberto Saviano nel suo libro "Gomorra". Un luogo conosciuto come il paese del capoclan Francesco Schiavone detto Sandokan, ma anche come il paese di Don Peppe Diana parroco ucciso dalla camorra per aver scritto il documento "Per amore del mio popolo non tacerò".
Il protagonista di questa vicenda è un prete, sì, ma di tutt'altra pasta. Si chiama don Marco Cerullo, e al tempo dei fatti era viceparroco della parrocchia del Santissimo Salvatore. Ed era anche insegnante di religione nella scuola media ed elementare di Villa Literno. I fatti possono essere facilmente riassunti.
Il 19 dicembre 2007, i carabinieri videro un'auto ferma in una zona poco frequentata. All'interno c'era un bambino, seduto al posto del passeggero, pallido e spaventato.
Sembrava fosse solo. La pattuglia si avvicinò e scoprì che solo non era: in macchina c'era anche don Marco, chinato sul bambino, mentre lo costringeva ad un rapporto sessuale. Sorpreso in flagranza di reato, il prete scoppiò in lacrime e ammise l'abuso.
 
Discriminazione religiosa PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Tosti   
Lunedì 14 Gennaio 2008 23:07

crocifissosvastica.jpgChi non conosce le battaglie condotte dal Magistrato Luigi Tosti contro le discriminazioni religiose e soprattutto a favore del principio di laicità dello stato? E' vero, si fa fatica a seguirlo in questa sua azzardatissima e coraggiosissima battaglia, in cui non si risparmiano in nessun modo le asperità dei toni, ma non si può certo sottovalutare la portata rivoluzionaria del suo messaggio e la strategia finissima che è sottesa alla sua azione. Pubblichiamo il testo completo della sua memoria difensiva relativa alla denuncia da lui stesso emessa nei confronti dei giudici del Tribunale dell'Aquila, accusati di aver adottato un comportamento discriminatorio nei suoi confronti.
Il testo, pur essendo scritto in avvocatese, non manca di comunicare tutta la forza del Magistrato nel ribadire le ragioni della laicità di questo nostro "Stato Vassallo" del Vaticano.

 
La storia si ripete PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Frassi   
Venerdì 11 Gennaio 2008 22:24

bimbo.jpgNel mio ultimo libro “I predatori di Bambini : il libro nero della pedofilia” ho parlato di varie storie apparentemente inverosimili ma tristemente reali, che hanno come malcapitati protagonisti i bambini vittime appunto del crimine più odioso che possa esserci: l’abuso sessuale nei loro confronti. Ancora più grave poi se ad attuarlo è un sacerdote.
Tra i vari casi da me riportati quello di Don Grappino, celeberrimo soprannome dietro al quale si celava un noto prete milanese, il quale dopo essere stato spostato di parrocchia in parrocchia a causa dei continui abusi nei confronti esclusivamente di bambine, secondo una logica collaudata, continuò la sua “carriera” non certo dietro alle sbarre di un carcere di massima sicurezza ma in un reparto ospedaliero in qualità di cappellano.
L’ospedale era una grande e nota struttura del capoluogo lombardo mentre il reparto era quello di pediatria.
La storia come si suol dire tende a ripetersi ed è notizia di questi giorni quella per cui un altro sacerdote, Padre Francesco de Rienzo, 35 anni, al momento solo indagato e non già più volte condannato come il suo illustre predecessore milanese, è stato spostato dall’ospedale di Imperia dove operava sempre in qualità di assistente spirituale ai malati, ad una nota clinica di Torino, i cui reparti fiore all’occhiello sono quelli di Ginecologia e di Pediatria.
Nel frattempo un medico ed un poliziotto sono stati raggiunti da un avviso di garanzia poiché, in quanto amici del prete, pare lo avessero allertato del fatto che la magistratura stesse indagando su di lui, sospettandolo di essere un pedofilo.
Se non fosse che stiamo parlando di bimbi abusati, ammettiamolo, ci sarebbe da ridere. E ci guarderemmo intorno in cerca di una telecamera nascosta, convinti di far parte della più cinica, e riuscita, delle candid camera.

Massimiliano Frassi
Presidente Associazione Prometeo

 
Il cristoterapeuta PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Merighi   
Giovedì 10 Gennaio 2008 02:48

alessandro_meluzzi.jpgZanin si commuove, si altera, si arrabbia.
"La sua testimonianza si commenta da sè". Così afferma Alessandro Meluzzi alla fine di una sofferta telefonata di Bruno Zanin durante la trasmissione Matrix sul caso di Don Gelmini.
Interrotto continuamente dal portavoce della Comunità Incontro, Bruno non aveva saputo resistere alle sue continue interruzioni dalle quali emergeva una violenza verbale implicita ed esplicita davvero estrema, tutta protesa a screditare l'interlocutore e a ridicolizzarlo per via del suo malessere.
Che bravo psichiatra questo "cristoterapeuta". Il suo intervento si commenta da sè.
Se Cristo è il terapeuta cui si ispira, o peggio che agisce in lui, da tale terapeuta non vorrei curata nemmeno un'unghia incarnita.
Che pena vedere nominare il nome di Dio sempre più invano.

Grazie Bruno!

 


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Staff

Alfonso Sciangula
Avvocato
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